Floorball 3V3 IFF: il nuovo Campo Piccolo inedito in Italia
- Alessio Casamassima

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min
Il floorball continua a evolversi e a sperimentare nuove formule di gioco. Una di quelle che sta attirando sempre più attenzione a livello internazionale è il floorball 3v3, nella versione ufficiale regolamentata dalla International Floorball Federation (IFF). Vediamo insieme le principali differenze con il Campo Piccolo che si gioca in Italia.
Per tutte le informazioni relative ai regolamenti fare riferimento al sito web ufficiale IFF

In Italia, il Campo Piccolo o "3 contro 3" si gioca da anni e ha un suo vero e proprio campionato chiamato Serie B che si affianca alla A1 (Campo Grande con regole internazionali) e alla A2 (versione più smart, che si gioca sempre 5 contro 5 ma su due tempi da 20 minuti non effettivi). Ricordiamo a chi si approccia per la prima volta a questo sport che nel floorball italiano, i campionati non sono dipendenti l'uno dall'altro come nelle altre discipline e quindi non esiste un sistema di promozione o retrocessione. Insomma Serie A1, A2 e B non sono affatto collegati e sono dei campionati a sé stanti. A complicare la situazione ci si è messa anche la IFF (la Federazione Internazionale di Floorball ndr) che da qualche anno ha inventato una nuova formula pensata per rendere questo sport sempre più spettacolare e "televisivo". Quando parliamo di 3v3, non parliamo infatti di una semplice variante “da allenamento”, ma di una disciplina vera e propria, con un regolamento dedicato e competizioni ufficiali come i World Floorball Championships 3v3. Un formato pensato per essere rapido e più accessibile, che esalta al massimo le qualità tecniche dei giocatori.
Un campo più piccolo, un ritmo più alto
Il primo elemento che salta all’occhio è il campo di gioco, che misura 22 x 11 metri, decisamente più compatto rispetto a un campo standard: per intenderci le misure per il Campo Grande sono di 40x20 metri e di 24x14 per il Campo Piccolo tradizionale. Questa scelta non è casuale, infatti, meno spazio significa più duelli, più transizioni veloci e più decisioni da prendere in pochi secondi.
Anche l'area del portiere è decisamente ridotta (1 x 2,5 metri) e non esiste una distinzione tra area piccola e area grande. Qui non si scherza: solo il portiere può stare all’interno della sua area, e ogni invasione sia di un avversario che di un suo compagno viene sanzionata. Il risultato di questa "rivoluzione" è duplice. Il portiere è decisamente limitato nei movimenti e nelle uscite e il gioco davanti alla porta è meno caotico ed estremamente rapido.
Nel 3v3, tutti sono sempre coinvolti
Come nel Campo Piccolo che giochiamo in Italia, in campo scendono tre giocatori di movimento e un portiere per squadra. Le rose possono essere anche più ampie (fino a 10 giocatori), ma il concetto resta lo stesso: tutti partecipano, tutti attaccano, tutti difendono.
Le sostituzioni sono volanti e illimitate, come nel floorball classico. Con questi ritmi è fondamentale cambiare spesso, mantenere alta l’intensità e gestire bene le energie. Nel 3v3 non esistono momenti morti: ogni errore si paga subito.
Partite molto brevi, ma mai banali
Le gare si giocano su due tempi da 10 minuti, con una pausa di 2 minuti. Il tempo è semi-effettivo, quindi non si ferma continuamente, ma solo in situazioni chiave come gol o penalità. Questo rende ogni partita estremamente intensa: 20 minuti in cui può succedere di tutto. Bastano pochi secondi di disattenzione per cambiare l’inerzia del match. Nel floorball a Campo Grande, i tempi sono 3 da 20 minuti effettivi; in quello Piccolo sono 2 sempre da 20 minuti ma non effettivi.
Niente rimesse laterali: il gioco non si ferma mai
Una delle differenze più interessanti rispetto al floorball tradizionale è l’assenza delle hit-in (rimesse da bordo campo o falli laterali). Quando la pallina esce dal recinto, il gioco riparte subito: è il portiere della squadra in possesso che prende una nuova pallina da una sacca che tiene sopra la porta e la rimette in gioco senza fermare il tempo.
I free-hit (punizioni) vengono invece sempre battuti da due punti segnati sulla linea centrale, con gli avversari a distanza di almeno 2 metri. Non importa dove sia avvenuto il fallo. Anche qui, l’obiettivo è chiaro: continuità, ritmo e spettacolo.

Il portiere: sempre sotto pressione
Soffermiamoci un attimo sulla figura dell'estremo difensore che in questa formula è il giocatore che più deve cambiare il suo modo di giocare rispetto al solito. Nel 3v3 il portiere, infatti, è una figura centrale. Ancor di più che nel Campo Piccolo, qui le conclusioni arrivano da ogni posizione e con pochissimo preavviso. Serve reattività, lettura del gioco e grande personalità. In più deve essere sempre pronto a far riprendere il gioco, controllando di volta in volta chi ha il possesso della pallina.
Curiosità non da poco: il portiere può segnare, se la pallina entra direttamente in porta avversaria dopo un suo lancio. E se esce dall’area? Diventa a tutti gli effetti un giocatore di movimento, con gli stessi limiti e le stesse responsabilità. Considerando che l'area del 3v3 è davvero piccola, la sua libertà di azione è veramente ridotta al minimo.
Rigori rapidi e senza fronzoli
Un'altra novità che stravolge non poco il floorball è quella che riguarda i rigori. Niente più Shootout come nell'hockey su ghiaccio, nel 3v3 i penalty shot si battono da un punto situato a 5 metri dalla porta. Una sola possibilità: un colpo secco, niente tiri accompagnati/drag shot o finte prolungate. Anche qui, il concetto è coerente con tutto il regolamento 3v3: semplicità e velocità.
3v3 IFF e Campo Piccolo italiano: le differenze principali
Campo Piccolo (3 vs 3) | 3v3 IFF | |
Misure del campo | 24 x 14 metri | 22 x 11 metri |
Tempo di gioco | 2 tempi da 20 minuti | 2 tempi da 10 minuti |
Area portiere | 2 aree: grande da 3 x 4,5 e piccola da 1 x 2,5 metri | unica area da 1 x 2,5 metri |
Rimesse laterali | in base a dove è uscita la pallina | i portieri rimettono in gioco la pallina |
Punizioni | in base a dove è stato commesso il fallo | solo da due punti sulla linea di centrocampo |
Rigori | tiro in movimento (shootout) | tiro da fermo da un punto a 5 metri dalla porta |
Portiere | non può segnare* (in Italia sì da Luglio 2026) | può segnare |
Conclusioni
In un panorama sportivo sempre più orientato alla rapidità e all'intrattenimento, il 3v3 della IFF nasce con una vocazione chiaramente televisiva: la sua natura dinamica lo rende una formula estremamente appetibile per i grandi tornei internazionali e, in prospettiva, un candidato ideale per un futuro debutto olimpico, dove l'immediatezza e lo spettacolo sono requisiti fondamentali.
Nonostante questo slancio verso il futuro, l’Italia ha scelto di mantenere ancora il formato tradizionale del Campo Piccolo. Questa decisione strategica preserva un’importante opportunità di crescita per i giocatori più giovani: in una formula più "street" e meno dominata dal tatticismo esasperato, i talenti emergenti possono affinare la tecnica e l'istinto puro, preparandosi gradualmente alle sfide del Campo Grande.
È interessante notare come questo approccio stia dando frutti sorprendenti: pur non avendo ancora un campionato nazionale basato sulle nuove regole IFF, l’Italia occupa l'ottavo posto nel ranking mondiale 3v3 (qui la classifica aggiornata). Questo risultato dimostra la qualità del movimento azzurro, capace di eccellere a livello internazionale grazie a una solida base tecnica costruita nel tempo, confermando che il Campo Piccolo italiano rimane un laboratorio formativo d'eccellenza.



💪🏼
👍🤍💙