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Torneo Masters Floorball 2026: Spartak è Re del Nord

  • Immagine del redattore: Alessio Casamassima
    Alessio Casamassima
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Vi sono giorni in cui il tempo rallenta fino quasi a fermarsi. Giorni nei quali il fragore delle battaglie antiche torna a riecheggiare tra le montagne, e uomini temprati dagli anni impugnano ancora una volta le loro stecche per inseguire la gloria. Effimera, forse, ma pur sempre gloria. Quella domenica 24 maggio, Anno di Grazia 2026, presso il centro sportivo di Monte Marenzo, non si disputò un semplice torneo di floorball. No. Quella fu una novella degna delle antiche saghe del Nord. Un canto di guerra inciso nel ghiaccio della memoria.


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Battete i pugni sui tavoli di quercia. Alzate i corni e fate schiumare l’idromele. Sputate nel fuoco il veleno della vita quotidiana e fate silenzio. Perché io ero presente quel giorno.


Io sarò il vostro scaldo scelto da Bragi, signore della poesia e dei canti di guerra, incaricato di custodire nella memoria degli uomini le gesta degli Spartachi. E con il favore degli dèi vi narrerò la storia di una fratellanza indomabile, temprata dai lividi del tempo e dai peggiori campi di floorball che l’Italia abbia mai conosciuto.

Quel giorno, io ho visto la polvere del linoleum del centro sportivo di Monte Marenzo sollevarsi sotto i pesanti passi dei guerrieri. In quella domenica di Maggio benedetta da un sole estivo, ho visto uomini con più cicatrici che capelli entrare nell’arena con il respiro corto di chi ha appeso la stecca al chiodo da tempo, ma con il cuore ancora feroce e avido di vittorie. Là dove la fatica spezza le ginocchia e piega le schiene, loro avanzavano ancora dritti e duri come le alte scogliere nere battute incessantemente dalla forza dell'oceano.


La legge era antica e severa: nessun uomo sotto i trentasette inverni avrebbe potuto mettere piede sul campo. Era il torneo dei sopravvissuti.

Tre clan: i padroni di casa del CLU; i fieri guerrieri dell’Atlavir Torino e noi, i reduci del QT8 ora fieri Spartachi di Milano.


Spartak contro CLU: la prima battaglia


La prima sfida non fu una partita. Fu una razzia.

Come appena sbarcati da drakkar emersi dalla nebbia all’alba, gli Spartachi si abbatterono sul campo con la furia di uomini del Nord affamati di sangue, gloria e conquista.

Noi contro il CLU. Ricordo ancora il suono della pallina contro le balaustre: sembrava il clangore degli scudi infranti sulle rive di Kattegat. Per il CLU non vi fu scampo: gli Spartachi calarono sul campo lasciandosi alle spalle soltanto rovine, silenzio e il sapore amaro del sangue avversario.


La partita terminò 6-1.


Ma i numeri non raccontano la fame negli occhi dei biancoblu.

Quella fu la partita di Vasco “Passotonante”, proclamato MVP dai capi tribù. Si muoveva tra le linee nemiche con la furia tipica dei troll delle montagne. Due volte trafisse la rete. Una volta servì il compagno con un assist perfetto, teso e letale come una freccia scoccata nel buio. Accanto a lui marciava spedito Mattia "Il Cecchino di Midgard" Cuchetto, capace di colpire la porta con la freddezza di un sapiente cacciatore delle steppe. Per gli Aesir… Cuchetto non correva: travolgeva. La sua fisicità sembrava forgiata nel ferro e nel ghiaccio. Ogni spallata contro l'avversario era un colpo di un ariete contro le porte di una città assediata. Gli uomini di CLU rimbalzavano lontano, mentre lui avanzava a testa bassa, respirando guerra e scaraventando in porta un gol nato dalla pura e selvaggia foga agonistica.


E poi c’era lui.


Marco “Guizzolesto” Giuzzi. All’ultima danza, l'ultimo guizzo. L’ultimo torneo ufficiale dopo decenni trascorsi a combattere per questa maglia. E gli uomini come Giuzzi non se ne vanno in silenzio. No. Gli uomini come lui lasciano rune scolpite nella pietra. I suoi movimenti furono ancora una volta, rapidi come corvi neri nella tormenta. Segnò, illuminò il gioco, comandò il caos. Dimostrò a tutti che il tempo può piegare la carne, ma non spegne il fuoco dei grandi guerrieri. Onore a te, Marco: nella grande sala del Valhalla del Floorball è già appesa la tua maglia numero 5.

Spartak contro Atlavir: la beffa inaspettata


Poi arrivarono i torinesi dell’Atlavir. Una stirpe dura. Orgogliosa. Troppo ostinata per morire così facilmente. Lo Spartak entrò in campo come una mareggiata che abbatte i villaggi costieri. In pochi istanti eravamo avanti 3-0. Sembrava l’inizio di un’altra scorribanda.

A guidare la carica c’era il nostro Jarl, il Presidente guerriero: Marco “Barbafitta” Affò.

Con quella barba modellata dal tempo e dalle mille battaglie, pareva un sovrano sceso direttamente dai fiordi e la sua stecca colpiva con la precisione di un’ascia elfica.

Tripletta. Tre colpi. Tre ferite aperte nel petto del Torino.


Ma gli dèi del Nord amano mettere alla prova gli uomini troppo sicuri di sé. Ci specchiammo nella nostra gloria. Abbassammo la guardia. E Torino tornò indietro come un branco di lupi affamati: 4-4.


Quel pareggio bruciò come il sale strofinato sulle ferite.


Eppure, mentre l’aria negli spogliatoi tremava di amarezza, Mister Brembol non alzò la voce. Rimase immobile, severo e glaciale come una scogliera battuta dalle onde del Nord. Al suo fianco sedeva il fidato scudiero Davide “Gamba d'Oricalco” Fornari, giovane uomo di battaglie e consigli silenziosi. Nessuna furia. Nessun urlo. Solo calma.

La calma degli uomini che sanno che la guerra non è ancora finita.


CLU contro Atlavir: il Guerriero dalle Due Maglie


Poi venne il sacrificio.

CLU aveva bisogno di uomini e lo Spartak, come fanno i veri clan, tese la mano.

Così Alessio “Il Guardiano Senza Porta” Casamassima depose l’armatura da portiere e vestì i colori di CLU, affrontando sia i suoi compagni dello Spartak sia gli uomini di Torino. Fu una scena degna delle saghe antiche. Vederlo correre all’assalto, lui che vive tra i pali come un custode delle fortezze del Nord, fu qualcosa di primordiale. Contro lo Spartak lottò con orgoglio e disciplina, ma fu nella sfida contro Torino che il suo spirito guerriero si incendiò davvero.


Più volte sfiorò il gol. Più volte si gettò in avanti come un predone affamato di gloria, sfidando il destino con coraggio quasi folle. Ogni conclusione fece alzare il pubblico in piedi, ogni occasione mancata lasciò nell’aria il sapore della leggenda incompiuta. CLU cadde 3-2. Ma Alessio conquistò qualcosa di più raro di una vittoria: il rispetto di ogni uomo presente a Monte Marenzo.



Partita finale: la conquista del Valhalla


E infine arrivò il Ragnarök.

Spartak Milano contro Atlavir Torino. Ancora una volta. Una finale sporca, durissima, tesa come una corda pronta a spezzarsi. Ogni contrasto sembrava un colpo d’ascia. Ogni respiro pesava come piombo. Fu ancora Barbafitta Affò a colpire, tenendo in vita lo Spartak con un gol nato dall'esperienza e dalla precisione più pura. I due tempi regolamentari finirono 1-1.


Poi il silenzio. Rigori. La giostra di Loki.


Ed è lì che sorse la leggenda di Luca “Mastro dei Fusti” Catanzaro.

Immenso. Mastodontico. Una muraglia viva davanti alla porta biancoblu. Sembrava scolpito nella roccia delle montagne lombarde e alimentato soltanto da idromele, carne arrostita e furia guerriera. I giocatori del Torino avanzarono uno alla volta. E uno alla volta si infransero contro di lui. Luca parò l’impossibile. Sbarrò la strada ai sogni torinesi con riflessi irreali per un uomo della sua stazza. Ogni intervento faceva tremare il palazzetto come il ruggito del Mjolnir.


Poi arrivò l’ultima parata. L'ultimo lampo del dio del tuono.

E il mondo esplose. Lo Spartak vinse il Torneo Masters Floorball 2026 del Nord Italia.


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Torneo Masters Floorball 2026: eroi senza tempo


Ho visto Brembol alzare al cielo il suo primo trofeo.

Ho visto uomini stanchi ridere come ragazzi.

Ho visto guerrieri coperti di lividi brindare come re.

Andate pure a dire in giro che lo Spartak Milano è vecchio.


Ma ricordate questo:

più invecchia il lupo, più terrificante diventa il suo morso.


Skål, Spartak.


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2 commenti

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Ospite
un giorno fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Mastro dei fusti😍

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Ospite
un giorno fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Grandi ragazzi!!!

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ASD Spartak Milano Floorball - CF 97753340153 - Via Baldo degli Ubaldi, 6 - 20156, Milano (MI)

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